L’estate sta finendo, un anno se ne va.

Le più anziane (ovviamente in senso affettivo) si ricorderanno con nostalgia la scena finale di “Sapore di sale” e nello specifico il momento in cui Marina Suma viene scaricata dopo un’estate di fuoco al mare da quel gran figo di Jerry Calà. A chi non è capitato? Si sa, quando fa talmente tanto caldo che anche la sera non è necessario il cardiganino e quindi si sta tutti mezzi nudi ed ovviamente si beve quella birretta in più, tutto sembra più bello, l’allegria pare eterna e ci piacerebbe che tutto restasse così, poi si torna alla vita normale, Marina Suma torna a Napoli e Jerry Calà se ne va a Milano con la compagna teneramente abbracciati. Chi non ha mai avuto i cosiddetti “amici del mare” non potrà comprendere appieno queste sensazioni, ma basta anche un’estate al campeggio o al villaggio vacanze per essere tutti sulla stessa barca. In ogni caso, nonostante la malinconia della scena che ho volutamente evocato, non vorrei mai che queste mie parole fossero percepite in senso triste, anzi. Ridiamo tutti insieme di quelle illusioni e cerchiamo la giusta prospettiva delle cose, impresa non facile alle volte, ma comunque la pioggia ci scende sulla faccia e non abbiamo molte altre opzioni. Insomma, è andata così, ma col sorriso.

I ventenni, questi sconosciuti.

 

Durante un pomeriggio piovoso, io e mia sorella ci siamo guardate nelle palle degli occhi e abbiamo capito di aver sbagliato tutto. Dovete sapere che la nostra situazione è alquanto particolare. Io ho appena varcato la soglia dei miei trentaquattro anni, mentre mia sorella, in tutto il suo splendore, non ne ha ancora fatto ventidue. Voi direte: perchè si parla di uomini di vent’anni? Bè, mi duole ammettere che il fascino dei capelli non ancora caduti o, ancor peggio, in procinto di farlo, ha colpito pure me, la vegliarda delle due. Detto questo, dobbiamo aggiungere che siamo rintanate nel nostro alloggio estivo frequentato unicamente da gente di malaffare e da anziani che non si rassegnano al fatto che l’estate sia finita perchè “comunque al sole si sta bene”. Ma veniamo al dunque. Come vi dicevo, ho intrecciato una relazione, se così si può definire, con uno sportivo di ventidue anni, che, giusto per farvi intendere il tipo, possiede un Hammer. Dopo due settimane di grandi dichiarazioni d’amore, cene, aperitivi, lunghi sguardi e discorsi romantici, ha ben pensato di non rispondermi più al telefono, congedandosi dicendo che era troppo depresso, per poi scoprire che, a distanza di pochi minuti, aveva pubblicato una storia in cui saltellava al ritmo di musica da disco. Mia sorella, invece, reduce da anni ed anni di friendzone conclamate, aveva intrapreso una frequentazione molto interessante con un giovane artista spagnolo. Anche per lei cominciò un breve periodo di confidenze e baci al chiaro di luna, ma, proprio sul più bello, il nostro beniamino decide di farsi di nebbia. Va sottolineato che l’ultimo saluto del tale in questione è stato: “A domani”.

A questo punto, la domanda sorge spontanea: “Esiste ancora gente normale? Persone che sanno quello che dicono e che cosa vogliono dalla vita, ma, anche senza chiedere così tanto, che cosa vogliono da una donna? Bisogna spaventarsi davanti a queste dinamiche o bisogna cominciare a considerarle all’ordine del giorno?”.

Restiamo in attesa di trovare le risposte.